Scuola Guida Boys


Nelle nostra città, soprattutto nei viali delle circonvallazioni, ci sono croci, fiori di plastica e qualche bigliettino in ricordo dei giovani morti in incidenti d' auto e di moto. Tra i tanti problemi di un genitore c' è quello di vivere ogni fine settimana con l' apprensione: i nostri ragazzi guidano male. Non è possibile che la cosiddetta scuola guida si svolga come cinquant' anni fa in due o tre strade. Sono cambiate le regole di guida, e anche le automobili. È cambiato il traffico, serve la massima attenzione e competenza. I giovani neopatentati, con la presunzione dei loro anni, non mettono la «P» di principiante sul vetro posteriore perché la sentono una «diminutio capitis»; mentre invece sarebbe solo una garbata segnalazione di scarsa esperienza a tutto vantaggio loro: nei posteggi, nelle soste, per eventuali guasti di ogni sorta e, in particolare, nella guida in autostrada. Suggerisco l' obbligo per le scuole guida della prova in autostrada, di giorno e di notte, con la pioggia e con il gelo, e in tutte le evenienze che normalmente capitano a chi guida. Forse è difficile trovare un spazio ampio, in città, per simulare tutte le situazioni della guida, ma basterebbe volerlo. Basterebbe anche un incidente in meno per salvare una vita. Non esiste uno strumento per verificare le capacità di guida dei diciottenni e confrontarle con quelle dei loro coetanei di quarant' anni fa ma sicuramente oggi le regole vengono rispettate molto meno rispetto a ieri: ed è l' aumento di incidenti per mancato rispetto delle precedenze, dei semafori, dei limiti di velocità. Le serate ad alto tasso alcolico e lo stordimento di decibel in discoteca fanno il resto.

 
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